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Beaumont sur Me

Gli intellettuali dell’Illuminismo approfondirono le loro riflessioni sulle libertà e sui diritti individuali; queste idee trovarono espressione concreta nelle rivoluzioni del XVIII e XIX secolo, in particolare nella Rivoluzione francese e nella Guerra d’indipendenza americana.

Nel corso della storia, alcune nazioni hanno esercitato il loro diritto alla resistenza per conquistare la libertà e hanno compiuto passi importanti nella lotta per i diritti umani. Gli anni Sessanta furono un periodo cruciale nel clima politico e intellettuale europeo, particolarmente in Francia. Il quotidiano Libération nacque sulla scia dei movimenti di protesta del 1968 e il paese era scosso da disordini industriali, politici e civili di vasta portata. Dietro a tutto ciò si celavano profondi dibattiti sulla natura e la giustificazione della rivolta, sul conflitto e la coscienza di classe e sul significato stesso della libertà.In Italia, il diritto di ribellarsi è stato intrinsecamente legato al concetto di potere costituente.

Più che un diritto legale garantito da una Costituzione che agli italiani è cascata dall’alto. Per la maggioranza silenziosa, la ribellione era ed è un atto di autovalorizzazione in cui la moltitudine rivendica attivamente il proprio potere creativo dalla struttura capitalista oppressiva.Oggi, più che mai, non bisogna perdere quell’ostinazione intellettuale, uno dei tratti distintivi, di non conformarsi, di non accontentarsi di niente di meno che ribellarsi a quello che sta succedendo nel mondo e nel nostro Paese. Chiaramente, il pensiero rivoluzionario si forma più facilmente in tempi rivoluzionari, ma l’eredità ricevuta dal nostro passato, è quella che ci spinge a praticare, in ogni circostanza, il diritto alla ribellione; un sacrosanto concetto filosofico che legittima l’opposizione a un potere oppressivo.

lPiù che un atto di violenza, è una forma di obiezione di coscienza nata per tutelare la dignità umana e difendere i diritti fondamentali. Ribellarsi agli oppressori non è un diritto naturale e astratto, ma un’inevitabile necessità storica. Gli oppressi hanno il dovere e la necessità oggettiva di rovesciare questa forma di oppressione. La persona ha il diritto-dovere di opporsi alle prepotenze, essendo questo un principio radicato nel suo diritto naturale. Trova la sua massima espressione nel diritto di resistenza, che lo legittima a disobbedire a ordini ingiusti o lesivi dei diritti fondamentali dell’uomo.

Gigino Adriano Pellegrini

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