Punture di spillo 202
Da ottanta anni la Destra accusa la Sinistra di voler monopolizzare la cultura e da quando è arrivata a Palazzo Chigi, tra i vari obiettivi, ha la “fissa” di riequilibrare questo rapporto. Un po’ in tutti i campi: dal cinema al teatro, alla letteratura, alla musica, al giornalismo, solo per citarne alcuni. Ma ancora non ci è riuscita perché alla competenza ha sempre anteposto l’amichettismo,. Ed è ricorsa all’amichettismo perché le mancano uomini “di qualità”, tranne ovviamente alcune eccezioni che però vengono tenute ai margini perché “non fidate”. E non è un caso se il timone del Partito sia stato affidato alla sorella della Presidente del Consiglio e l’Agricoltura a suo cognato. Della serie: meglio in famiglia.
Giorgia Meloni si è anche voluta distinguere “ribattezzando” il Ministero dell’Istruzione e “del merito” ma poi si è contraddetta scegliendo Giuseppe Valditara noto, più del merito, per le polemiche con gli studenti e per le sue ossessioni ideologiche. A parte la gaffe su Piersanti Mattarella ucciso – ha detto senza poi neppure scusarsi – dalle BR, il Ministro si è anche distinto tra l’altro per cancellare nei licei figure come Gramsci, Spinoza e Marx oppure posticipando al quarto anno lo studio dei Promessi Sposi o anche ancora concentrando lo studio della storia sui “popoli italici” invece che sul resto del mondo. Più che evidente l’impronta tradizionalista, rivolta al passato.
Il fatto è che Fratelli d’Italia è cresciuto in fretta, dal 4 per cento al ventisei, senza alcuna preparazione dei suoi gerarchetti di Colle Oppio e che, dopo la cocente sconfitta referendaria, si azzuffano tra di loro incapaci di gettare il seme di una crescita culturale estranea al loro DNA.La realtà racconta che dal dopoguerra ad oggi i suoi esponenti non hanno partorito nulla di rilevante. E questo perché il Partito non ha mai avuto una sua cultura – dal MSI ad AN ed ora in FdI – e, più grave, è privo del senso dello Stato.Altrimenti non avremmo avuto episodi come la sceneggiata dell’allora ministro Sangiuliano, con le inevitabili dimissioni, ed oggi le “baruffe chiozzotte” tra il Ministro Giuli e il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, ridotte a “normale” dialettica politica, passando per la vicenda della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi.Più che legittimo che la Destra, finalmente al potere, punti ad un rapporto più equilibrato con la Sinistra, purché sia consapevole che la traversata del deserto è lunga e necessita ancora di molto tempo.
Ad oggi, per quello che vediamo e sentiamo, non sembra si sia partiti con il piede giusto.
PdA