RIMPATRIO MIGRANTI: A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO

Punture di spillo 202

Non è la prima volta che questo governo di Destra tenta di forzare la mano al Presidente della Repubblica e di fatto “se ne fotte” della moral suasion che il Capo dello Stato spesso si trova ad esercitare per evitare che una classe dirigente pressapochista e giuridicamente impreparata incorra in violazioni del dettato costituzionale.

E, giocando sui “tempi” e sulle “parole” punta a “bracci di ferro” estranei alla cultura di chi, del rispetto della Costituzione, ha fatto il “faro” della sua vita politica. E’ avvenuto, anche di recente, con la riforma contro i giudici scritta dal Governo e approvata in quattro letture senza che Camera e Senato potessero metterci bocca. Lo si è ripetuto con il decreto sul rimpatrio degli immigrati arrivando (di proposito?) all’ultimo giorno utile e mettendo Mattarella nella condizione di dover firmare, pena la decadenza. Alla Riforma hanno messo riparo gli italiani bocciando il referendum confermativo. Sui rimpatri, inserito con un emendamento sul provvedimento “securitario”, c’è il rischio che il “tirare dritto” di Giorgia Meloni nasconda qualche “sorpresina”. Lo vedremo tra 60 giorni. Andreotti… docet.

La Premier parla di soluzione “di buon senso” e il Ministro dell’Interno riduce a diversa “sensibiità” i rilievi del Colle sulla “spinta” economica agli avvocati che convinceranno i loro assistiti a tornarsene nel Paese d’origine. Facciamo chiarezza: Innanzitutto quali sono i motivi di necessità e urgenza che giustificano il ricorso allo strumento del decreto legge e perché la normativa è stata sottratta, in prima battuta, al vaglio del Parlamento? Si teme che la mano “pesante” della Lega non sia condivisa, per esempio, dalla “nuova” Forza Italia formato Marina Berlusconi? Il premierato, sul quale puntava Meloni, non c’è ancora ed è difficile che si materializzi ma il Governo si comporta come se già ci fosse. Le nuove elezioni sono alle porte e si cerca di portare a casa, subito e in fretta, qualcosa da sbandierare in campagna elettorale. E’ un modo per aggirare la legge? Pazienza! Come dice Salvini, importante è il risultato!

E’ chiaro che sui rimpatri gioca un ruolo la pressione di una parte della Coalizione che guarda con simpatia al modello trumpiano sulla remigrazione. E a poco è valso il monito di Mattarella. Infatti, la Ducetta definisce “di buon senso” la soluzione dell’emendamento di un solo articolo che cancella l’obbrobrio giuridico di avvocati pagati per assecondare i “desiderata” del Governo.

E se “qualcuno” facesse, di proposito, decadere il “decretino”? Resterebbe in vigore quello originario che poi la Consulta dovrebbe dichiarare incostituzionale. “Buon senso”? Piuttosto un papocchio! Come si dice, passata la festa… gabbatu lu Santo!

PdA

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