Punture di spillo 2026
Non li ha mai citati, e non poteva essere diversamente, ma le parole di Sergio Mattarella alla vigilia della festa della Liberazione sono state anche per il Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, e per Giorgia Meloni. In particolare quando ha ricordato che “la lotta di liberazione è una delle pagine fondanti della storia repubblicana”, ribadendo che libertà, giustizia, pace e democrazia “sono valori scolpiti nella nostra Costituzione”.
Chissà se i postfascisti del nuovo millennio, che nel 2022 hanno vinto le elezioni, lo hanno avuto presente quando in eleganti abiti di cerimonia hanno giurato il 22 ottobre 2022 nelle mani del Presidente della Repubblica! E chissà se non siano fischiate le orecchie a Ignazio Benito – che si è spesso vantato di custodire in casa un busto di Mussolini – nel sentire dalla viva voce del Capo dello Stato che l’oppressione fu “nazifascista” e non solo “nazista”! Quel Presidente del Senato che disinvoltamente pochi mesi dopo, il 23 marzo, definì “tutt’altro che nobile” l’attacco partigiano di via Rasella contro una colonna del Battaglione Bozen minimizzando la natura militare del contingente tedesco. In prima battuta, salvo poi correggersi in parte, la seconda carica dello Stato parlò di una “banda musicale di semi-pensionati”. In realtà, La Russa e Meloni in questi anni, e in tutte le varie ricorrenze storiche, hanno sempre tentato di dare di quel periodo una narrazione distorta. Non solo loro ma molti sovranisti. Il filo putiniano Salvini su tutti.
E chissà se ricorderà le parole del Capo dello Stato l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano quando parteciperà, per Fratelli d’Italia, al Gran Consiglio per la riconquista della pura razza italiana! E chissà se Giorgia Meloni impegnata nel pasticcio sui rimpatri – che un giornalista russo vicino a Putin ha definito “fascista” e una “brutta donnuccia” per tacere d’altro – ha avuto la possibilità, tra un volo e l’altro per l’orbe terracqueo, di leggere e capire il senso di alcune carte di Tina Anselmi sulla politica che “non è il potere a qualunque prezzo” e che la democrazia “non è solo libere elezioni”. La democrazia, scriveva la presidente della Commissione parlamentare sulla P2 “è rispetto della dignità umana,… è pace”. Qualcuno nei mesi scorsi ha invitato la Destra al governo a studiare meglio la storia del nostro Paese. E Mattarella ha impartito loro una gran bella lezione.
PdA