Giustizia: sul referendum la destra “imbroglia”

Punture di spillo

Sulla giustizia, che certamente da anni necessita di essere riformata, il Governo e tutta la Destra “imbrogliano” cercando di far credere una cosa mentre la “vera” finalità è un’altra: Che però, prima del voto, non si può dire. Altrimenti…

Quando nel 1974 si votò per il divorzio gli italiani avevano ben chiaro l’oggetto del quesito. Lo stesso per l’aborto o per i soldi dello Stato ai Partiti. Per la giustizia è diverso. Il referendum “nasconde” il suo vero scopo. Il Governo, da solo, cambia ben 7 articoli della Costituzione parlando di riforma “epocale” mentre, più semplicemente, non vuole rendere conto ai giudici di quello che fa. Una sorta di “legibus solutus”.

E lo ha detto lo stesso Guardasigilli Nordio facendo notare alla segretaria del PD – contraria – che anche il suo partito, una volta al governo, se ne sarebbe avvantaggiato. Ma il Ministro non avrebbe dovuto farlo, come suggerisce l’on. Simonetta Matone: “Lo pensiamo tutti ma non dobbiamo sbandierarlo prima del referendum”. Più imbroglio di così…

E’ dai tempi di Tangentopoli, e poi di Berlusconi, che la politica “soffre” il controllo dei giudici. E non è un caso che la riforma si ispiri alla dottrina del Cavaliere, che sia diventata con questo Governo la bandiera di Forza Italia e sia stata scritta dal Capo di Gabinetto della Giustizia, già deputata azzurra, “per liberarsi della magistratura che è un plotone di esecuzione”. Proprio così: “per liberarsi”! Quindi una riforma nell’interesse della politica, non dei cittadini. Ma occorre furbizia. Bisogna far credere che, con la vittoria del “SI”, nella giustizia tutto cambierà: processi più veloci, certezza della pena, più sicurezza, meno femminicidi, niente casa nel bosco, niente Garlasco per restare ad alcuni recenti fatti di cronaca di facile impatto sull’opinione pubblica, usati strumentalmente dalla Meloni.

Ma questo non avverrà, come ha ammesso lo stesso Nordio (“la riforma non c’entra niente con l’efficienza della giustizia”) e come ha detto anche l’onorevole Buongiorno (“solo un ignorante può pensare una cosa del genere”)! E allora che c’entra la polemica della Premier contro i giudici sui Cpr in Albania? I magistrati si limitano ad applicare la legge che consente ai migranti che chiedono asilo di rimanere, in attesa di una valutazione, sul territorio europeo. E l’Albania ancora non lo è, per come lo intende la giustizia europea. E perché trasferire i migranti nei centri di Gjader e di Shengjin quando da noi i Cpr sono quasi vuoti?. La percezione è – a non far peccato – che servano alla propaganda referendaria della Destra. Anche sulla famiglia nel bosco le mistificazioni non mancano. Il giudice ha applicato gli articoli 30 e 31 della Costituzione che tutelano i minori. E’ chiaro che dividere i figli piccoli dai genitori è estremamente doloroso e solo un mostro potrebbe sostenere il contrario. Ma il magistrato cosa avrebbe potuto fare di diverso? La Premier – prima di strumentalizzare la vicenda e di parlare di “figli strappati” alle madri – si è chiesta se la decisione sia stata presa a cuor leggero, se chi l’ha dovuta adottare la sera sia andato a festeggiare al ristorante? E si è ricordata che proprio il suo Governo, con il decreto Caivano, ha inasprito le pene per il genitore che non manda il minore a scuola?

Prima era prevista una multa, oggi anche due anni di carcere! E si è informata, Giorgia Meloni, sulle condizioni in cui i tre bambini vivevano nel bosco? E’ facile, immorale e vergognoso sfruttare una storia davvero dolorosa per qualche consenso in più.

E ancora – altro cavallo di battaglia della Destra – con quali prove la Meloni accusa la magistratura di lasciare liberi gli stupratori, i pedofili, gli spacciatori? Una domanda: Non spetta al Governo mandarli in galera o rimpatriarli nei paesi di origine? Che c’entrano i giudici chiamati solo a far rispettare le leggi che fanno i governi che non le sanno scrivere?

L’impressione è che la Ducetta delle leggi “se ne frega” come si diceva nel Ventennio che, pur non avendolo conosciuto, evidentemente rimpiange. Così come “se ne frega” dell’appello di Mattarella a moderare i toni.

Sarebbe interessante sapere cosa pensa il Presidente della Repubblica di questi… “svarioni”. Non aver studiato, li giustifica?

PdA

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