Le condizioni della neve in Italia..

Anche il comportamento della neve che cade ogni inverno sui rilievi è cambiato. Secondo i dati elaborati dal Cnr, tra il 1980 e il 2025 sull’Appennino si osserva una diminuzione dell’altezza complessiva del manto nevoso del 30%.Sulle Alpi la situazione è più diversificata: sebbene alle quote più elevate le nevicate restino consistenti, il periodo di copertura nevosa si accorcia e sono sempre più frequenti precipitazioni a pioggia anche nei mesi tipicamente più freddi. Questo comporta una minore disponibilità stagionale di neve, un fenomeno che riduce progressivamente le riserve naturali di acqua dovuto allo scioglimento primaverile ed estivo.

La neve serve a conservare i ghiacciaiLa neve non è solo acqua bianca: ha un ruolo protettivo. Il manto nevoso, riflettendo la luce solare, mantiene fredde le superfici di ghiaccio sottostanti e ne rallenta la fusione. In assenza di neve abbondante, il ghiaccio è esposto a irraggiamento diretto per periodi più lunghi e quindi fonde più rapidamente.Si viene a creare così un circolo vizioso e pericoloso: meno neve significa più calore assorbito dal ghiaccio, che porta a fusione più rapida e a ulteriore perdita di massa glaciale. Inoltre, impurità come polveri sottili e carbonio nero che cadono insieme alla neve riducono la capacità riflettente della superficie, accelerando ulteriormente lo scioglimento.

Quanto ci costa lo scioglimento dei ghiacciai.Quanto tutto questo costerà, in termini monetari? Quello che emerge dagli studi del Joint Research Centre della Commissione Europea è che i danni economici collegati alla scarsità d’acqua e agli eventi climatici estremi sono già ingenti e destinati ad aumentare.

Fonte: Green

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