Verba volant, scripta manent. Ed … anche gli audio.Probabilmente non servirà a molto, visto che sul referendum contro i giudici ci troviamo di fronte a due blocchi contrapposti. Ma i virgolettati dell’intervista di Nicola Gratteri al Giornale della Calabria dimostrano che il pensiero del Procuratore di Napoli sulla consultazione del 22 e 23 marzo è stato volutamente strumentalizzato e “manipolato” per convenienza di parte.
E lo è stato da parte di chi, nel Governo, predica invece un abbassamento dei toni. Ma questo è il destino di ogni referendum che porta l’elettore a schierarsi. Con una differenza: Un conto sono le due fazioni che si fronteggiano, altra cosa i toni offensivi che la politica, soprattutto in questi ultimi anni, alimenta. Abbiamo detto che i referendum, per loro stessa natura, sono divisivi ma in passato abbiamo avuto leader “veri”, e non “stagionali”, che si combattevano senza esclusione di colpi sapendo controllare però certi eccessi: Penso ai Fanfani, ai Nenni, ai Moro, ai Craxi, ai Berlinguer in grado di orientare i cittadini, ma sui contenuti e sulle conseguenze delle loro scelte. Oggi invece il basso livello culturale della Politica, incapace di spiegare i quesiti, si affida alla faziosità dei social, ad alcuni giornalisti… tifosi di un determinato schieramento politico, e a campagne di delegittimazione dell’avversario e strumentalizzazioni di parte. Evidentemente, perché incapaci di addentrarsi su di un argomento ostico e tecnico, per esempio come l’attuale referendum sulla giustizia.
Nell’intervista Gratteri ha detto che “in Calabria (ed ha parlato della Regione dove è nato e per tre decenni ha lavorato e che quindi conosce bene ndr) voteranno per il “SI” indagati, condannati e massoneria deviata, tutti centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. E, a suo avviso, questo riforma ne abbassa l’efficienza. Non ha detto – come invece ha sostenuto tutta la Destra imbeccata dalla regia occulta di Palazzo Chigi – che tutti quelli che voteranno per il “SI” lo sono. E c’è una bella differenza! E parliamo di un magistrato, certo scomodo, tra i più esposti in Italia, da oltre 35 anni sotto scorta, e che in Calabria si è trovato a combattere in prima linea la ‘ndrangheta e la massoneria deviata.
Forse si è lasciato andare all’ingenuità di aggiungere che per il “NO” voteranno le persone per bene. Ma il discorso riguarda sempre e solo la Calabria!
Nordio e la Destra hanno colto la palla al balzo per strumentalizzare la frase ed estenderla a tutto il Paese. Il virgolettato fa giustizia delle interpretazioni di comodo di tanti “leccapiedi” della Premier.
PdA