Beaumont sur Mer –
“ll problema è avere gli occhi e non sapere vedere,non guardare le cose che accadono…Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accadrà più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa,rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhidi infinito desiderio.” Pier Paolo Pasolini
Oggi, la sensazione è di essere immersi nell’oscurità in pieno giorno. Le case, il cielo, il mare di Ulisse, la barca coperta da un telo, tutto è grigio plumbeo. Ma di notte un lembo della cabina di Zuby II, sembra essere illuminato. La fiancata esterna, di un bianco metallico, è come se brillasse di luce propria. Bisognerà partire da lì, da un punto luminoso in mezzo al buio.
“I’m in condition to have no condition Got no inhibition So push, push my ignition Let’s get drunk and screw .That’s all I wanna do Let’s get drunk and screw”.Tutti sembrano avvertire il bisogno di una rinnovata luminosità, (The Shining) che si basi sulla proposizione che la giusta analisi dell’umanità parta dall’uomo. Questa luminosità, si dice in giro, non dovrà dipendere, come quella che l’ha preceduta, dalle scoperte eroiche di poche persone dotate ed eccezionalmente “coraggiose e dunque pericolosissime.
E da allora io mi sono bagnato nel Poema del Mare, infuso d’astri e lattescente,divorando gli azzurri-verdi: dove, ondeggiamento pallido e rapito, un perduto pensiero talvolta discende. Arthur Rimbaud.
Forse la nuova tecnologia renderà più facile avere figli, oppure renderà averli meno costosi, anche se è difficile immaginare la tecnologia rendere più facile allevare tre bambini. O forse c’è una pressione sociale per la conservazione della specie o lo status sociale nell’avere molti figli. Forse le tate robotiche cambieranno tutto e avere più di due bambini diventerà di moda. Non è impossibile speculare sui modi per mantenere lo status quo. Ma anche se la popolazione globale si stabilizzasse e mantenesse un numero costante, l’umanità non sembrerebbe avere una tale esperienza che suggerisca grandi progressi provenienti da una popolazione stagnante come quella attuale. In termini retorici è sempre stato detto a tutti noi sessantottardi che attraverso il dialogo le persone sarebbero state in grado di rafforzare la resilienza dell’intera comunità a far fronte ai “poteri forti”. Quello dei poteri forti sono stati, per la generazione di chi scrive, quasi dei nemici invisibili, e subito si correva a leggere personaggi come Amedeo Bordiga fondatore e primo segretario del Partito Comunista d’Italia (sezione dell’Internazionale Comunista), oppositore intransigente dello stalinismo. A leggerlo oggi fa una certa impressione: “Se è vero che il potenziale industriale ed economico del mondo capitalistico è in aumento e non in deflessione, è altrettanto vero che maggiore è la sua virulenza, peggiori sono le condizioni di vita della massa umana di fronte ai cataclismi materiali e storici. A differenza della piena periodica dei fiumi, la piena dell’accumulazione frenetica del capitalismo non ha come prospettiva la decrescenza di una curva discendente delle letture dell’idrometro, ma la catastrofe della rotta”.
E qui ricicciano i “poteri forti” e il loro grande salto avvenuto con la globalizzazione dell’economia, con la moltiplicazione delle grandi multinazionali e con la nascita di strutture sempre più importanti come le agenzie di rating di cui sentiamo parlare continuamente in televisione, che con le loro valutazioni possono determinare terremoti politici e finanziari e, soprattutto in Italia, valutare la disponibilità economica di un Paese e dunque condizionare i tassi di interesse sul debito pubblico. E, per non farci riflettere, ecco apparire il Virus, spauracchio dell’intera umanità!
Gigino Adriano Pellegrini