La differenza tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein sul “sentiment” del Paese sta nel diverso approccio ai fatti di Torino. Certamente ha giocato un ruolo il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e la possibilità di “sfruttare” gli incidenti tra antagonisti e forze dell’ordine con il poliziotto circondato e preso a martellate. Ma è un fatto che la Premier c’è stata. E questo è quel che conta. Nelle stesse ore la segretaria del PD, come se nulla fosse successo la sera prima a Torino, avviava a Milano un grande percorso di ascolto per “capire come sta cambiando il mondo e come vogliamo cambiarlo noi”.
I nostri Vecchi dicevano che mentre i medici studiano, l’ammalato muore! E’ il caso delle opposizioni di sinistra. L’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini – sbagliando perché non si rendeva conto di creare involontariamente intralcio alle opere di soccorso – si precipitò a Vermicino dove, nel giugno del 1981, si cercava di salvare Alfredino.
Papa Bergoglio, come primo atto del suo pontificato, l’8 luglio 2013, si recò a Lampedusa per celebrare una messa in suffragio delle vittime dei naufragi e gettare una corona di fiori in mare. Due esempi concreti di “vicinanza” di cui si parla ancora oggi, di come alcuni uomini “illuminati” abbiano saputo rispondere nei comportamenti a quello che la gente si attendeva. Siamo sicuri che tra qualche mese qualcuno si ricorderà della presenza della Schlein a Milano per “sentire” gli umori del Paese?E’ inutile girarci intorno. Anche stavolta Giorgia Meloni ha risposto… presente, mentre Elly Schlein ha interpretato il trito e ritrito copione della vecchia politica: convegni, direzioni, trattative, mediazioni. Esattamente quello di cui la gente non vuole più sentire parlare e che l’ha allontanata dalla politica.Ci sarà pure un motivo per cui – essendo peggiorata in questi anni la vita degli italiani – la Premier e il Governo “veleggino” ugualmente nei sondaggi?Ci sarà pure un motivo per cui il PD non schiodi dal 21/22 per cento e il campo largo sia diventato un deserto dove i vari leader, senza idee e senza mete, hanno solo l’illusione di raggiungere una fonte di acqua che non c’è?Alle politiche manca poco più di un anno e con queste dirigenze l’alternativa al governo della Meloni resta un miraggio. Più che ascoltare il Paese, forse è il caso di camminare per trovare un nuovo Prodi e lavorare ad un programma breve ma di cose concrete, una sorta di lista della spesa: Città più sicure al centro e in periferia, salari più alti e tasse più basse, sanità pubblica più efficiente al pari di quella privata, processi più brevi e pene certe, lotta concreta all’evasione fiscale e ai condoni, creare un’Europa più snella, solo con chi la vuole.Un programma che, già così, impegnerebbe un paio di legislature. Ma l’importante è iniziare già nei primi cento giorni di governo.
PdA