Beaumont sur Mer –
In contrasto con le visioni del mondo di una maggioranza di culture mondiali (in particolare quelle delle popolazioni indigene), l’idea che sta alla base della moderna società tecnologica incoraggia un approccio meccanicistico verso la vita: al pensiero razionale, efficiente, utilitaristico, distacco scientifico, e la convinzione che l’umano posto in natura sia di supremazia e di possesso. I tipi di tecnologie includono centrali nucleari, raggi laser, e satelliti. Questa visione del mondo ha ideato e promosso il complesso militare-industriale-scientifico-massmediatico, corporazioni multinazionali, ed espansione urbana. In un imminente Sconvolgimento della nostra realtà, come qualche filosofo contemporaneo ha già accennato, la nuova tecnologia è composta da qualcosa di più che da semplici macchine. Comprende le tecniche di funzionamento e le organizzazioni sociali che rendono una macchina particolarmente funzionale. In parole povere, una tecnologia riflette una visione del mondo.
Quali particolari forme di tecnologia – macchine, tecniche e organizzazioni sociali – sono generati da una particolare visione del mondo, e dipendono dalla percezione della vita, della morte, potenziale umano, e il rapporto fra chi governerà il pianeta e gli esseri umani che saranno sottoposti alla volontà dei primi. Che futuro saremo costretti a subire? Da quello che stiamo vedendo e subendo ogginon vedo una via di uscita dalla distruzione derivata dalle nuove tecnologie che richiederebbe non solo la regolazione o l’eliminazione di alcuni della minoranza che si è imposta a instradarci su di un sentiero non molto sereno e costellato di pace.Sarà necessario un nuovo modo di concepire l’umanità e nuovi modi di relazionarci con questi signori. Fuori il più possibile dalla loro influenza, bisognerà immaginare una nuova visione del mondo.
Le innovazioni hanno, indubbiamente accresciuto gli agi dei potenti, e non potrebbero mai cominciare a operare quei grandi mutamenti del destino che per loro natura dovrebbero essere destinate a compiere. Albert Einstein scriveva: “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”. C’è di peggio, non solo i giusti se ne stanno a guardare, ma molti di loro collaborano attivamente con i malfattori per realizzare quel disastro che abbiamo anche il coraggio di chiamare “il vivere sociale”.
Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo esiste perché una minoranza sanguinaria e parassitaria usava e continua ad usare altri esseri umani come mezzo per ottenere il fine del profitto e di conseguenza il dominio sugli altri.Si è generata una civiltà i cui elementi vitali dipendono profondamente dalla nuova tecnologia, ma si è anche fatto in modo che le masse non capissero completamente qualcosa di scienza e di tecnologia. Prima o poi questo cocktail esplosivo di ignoranza e potere esploderà.
Gigino Adriano Pellegrini