Chissà se gli studi li hanno portati a conoscere Dante (non l’olio ma l’Alighieri) e l’amara invettiva “ahi serva Italia”, nel canto 6 del Purgatorio, contro l’imperatore Alberto d’Asburgo per averci lasciato in balia di lotte intestine e senza una vera guida. Certo che il servilismo e il “leccacu…mo” verso Trump porterebbero ad escluderlo.
E chissà che cosa avrebbero potuto fare le Meloni e i Salvini se fossero vissuti ai tempi dei De Gasperi e dei Fanfani. Certamente non i politici ma l’una la fruttarola alla Garbatella, l’altro forse neppure il seminarista, anche se esperto di rosari e di crocefissi nei comizi. Più possibile, quest’ultimo, il commesso in uno dei grandi magazzini GUM di un tempo o la guardia rossa con tanto di colbacco a Mosca. Con quel bel faccione, un po’ pasquale, gli sarebbe stato davvero bene.
Lontani i tempi in cui De Gasperi, per volare in America, si fece prestare un cappotto da un collega di Partito e Fanfani realizzava – non annunciava – l’autostrada del sole. Ma la vita è questa! E così i due politici, senza aver mai lavorato, se si esclude un babysitteraggio della Meloni a casa Fiorello, sono arrivati in Parlamento. Segno concreto della caducità delle nostre istituzioni. Certo, se non si fossero trovati tra i piedi quello “Zuzzerellone” di Donald Trump, forse avrebbero potuto mimetizzare la loro incapacità a governare senza quel servilismo che condiziona ogni loro atto. Ma, per loro fortuna, si sono trovati ad affrontare un sistema elettorale affatto selettivo. E noi a fare i conti – non solo con le Meloni e i Salvini – ma anche con i Bisignani, i Donzelli, i Foti, i Durigon, i Borghi e soprattutto quel Tajani “asceso” a livello di … ministro degli Esteri!!!
Non che in Europa le cose vadano meglio, con il risultato che i servilismo è diventata la cifra di questa stagione politica. Ci mancano infatti gli Adenauer, i Willy Brandt, le Angela Merkel che con ben altro piglio avrebbero affrontato le “uscite” di Trump. Non ci è voluto molto, quindi, perché lo “Zuzzerellone” a stelle e strisce, capita la situazione, abbia preso tutti a calci nel sedere facendo il buono e cattivo tempo. E senza alcuna resistenza.
Ma la nostrana Ducetta, tra un’ossequiosa telefonata di buonanotte ed una, altrettanto ossequiosa, di buongiorno, non potrebbe suggerire ai famigliari e agli amici – come fece nel 2007 Veronica Lario chiedendo scuse pubbliche per alcune dichiarazioni imbarazzanti di Berlusconi – una visita psichiatrica? Attenzione che il “Roscio” gira con la valigetta… atomica!
PdA