PER BATTERE MELONI OCCORRE UN LEADER… GIA’ ORA

Uno dei problemi cronici di questa Destra – sostiene il segretario di AVS Nicola Fratoianni – è l’allergia cronica ad ogni forma di controllo: per la magistratura, per la magistratura contabile, per i giornalisti, per l’opposizione parlamentare. Ed Elly Schlein, convinta che “toccherà a noi costruire in Italia più giusta”, vede nel referendum sulla giustizia un “primo passo per puntare al governo del Paese”.

Bene. Ma in concreto, al di là delle belle parole, che cosa si sta facendo, oggi, per evitare che Giorgia Meloni torni con le prossime elezioni alla guida del Paese? E perché in tre anni non c’è stato ancora alcuna dichiarazione delle Opposizioni per averle steso nel 2022 un tappeto rosso a Palazzo Chigi?

Davvero Enrico Letta, il PD e Giuseppe Conte non hanno alcuna responsabilità nell’aver regalato l’Italia alle mire smantellatrici delle Meloni, dei Salvini e dei Tajani? Sono quattro anni che questi analfabeti “scappati di casa”, orfani di Silvio Berlusconi e senza alcuna conoscenza giuridica, stanno smantellando il nostro sistema democratico con la pretesa di riscrivere, loro (!), una nuova Costituzione dove chi vince può fare quello che vuole senza essere disturbato da nessuno.

E chi ha votato contro o, disgustato, ancora una volta ha disertato le urne? E se, come nelle ultime elezioni, fossero costoro fossero di nuovo maggioranza, cosa dovrebbero fare? Starsene zitti e subire le nefandezze di una Parte, maggioranza nelle urne ma minoranza nel Paese? E’ una situazione che il Paese ha purtroppo già conosciuto ma che, per contrastarla, sembra si stia facendo nulla.

Ancora un anno a… sballottarci tra Elly e Giuseppe, ben sapendo che nessuno dei due avrebbe oggettive possibilità di vittoria? La prima essenzialmente “predicatrice” che vorrebbe passere la prima parte della stagione all’ “ascolto” del Paese; il secondo, “nostalgico” di Palazzo Chigi, che ci farà conoscere il programma dei Cinque Stelle a settembre.

Troppo tardi per assemblare e trovare un… Federatore!. Le sorti delle prossima legislatura vanno decise oggi, ed è già tardi. Così come in queste settimane va individuato il nome più adeguato a guidare la coalizione. E senza la presa in giro delle primarie che, di fatto, dividerebbero il cosiddetto “Campo largo”.

Tergiversare significa fare il gioco della Destra che sente sul collo il fiato di un Paese che ha la responsabilità di aver messo in ginocchio e che, come fece Silvio Berlusconi sul finire del 2006, cercherà di rimediare cambiando la legge elettorale: E ci perse le elezioni!Eppure, la paura fa novanta. E Giorgia Meloni avrebbe deciso di correre il rischio di modificarla pur vantandosi di quattro anni di stabilità. Come dire: Vai bene ma visto che gli avversari hanno capito che si vince solo se uniti, va trovato un meccanismo per… fregarli. La Ducetta si muove mentre l’Opposizione… balbetta. Per ora nessun programma e nessuna indicazione di leadership mentre basterebbe offrire agli elettori – usando il presente e non il futuro – un’indicazione concreta di Paese sulla sanità, sulla sicurezza, su di un salario minimo, sulla difesa europea. Dovrebbero essere le 4 gambe “ben solide” del tavolo della prossima legislatura che ognuno della coalizione potrà in un secondo momento “apparecchiare” come meglio crede. Riusciranno i nostri quattro Amici a mettersi d’accordo? Dovrebbero, manca Enrico Letta…

PdA

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