CAMPANIA: MELONI, CONDONO EDILIZIO…SOLO SE VINCO

Il mitico Achille Lauro, sindaco di Napoli nel dopoguerra, era monarchico e non fascista. Eppure la proposta dei postfascisti di Fratelli d’Italia alla vigilia del voto regionale in Campania ricorda molto la scarpa destra che il Comandante regalava in campagna elettorale, pronto a dare anche la sinistra se le elezioni fossero andate bene.

E quella furbacchiona della Meloni, che accarezza l’idea di un ribaltone anche se i sondaggi dicono il contrario, nel comizio di Napoli per il “suo” Cirielli, non si è lasciata scappare la possibilità del… colpaccio e con il “fido” Antonio Iannone rispolvera una legge di 22 anni fa, di Berlusconi nel 2003. I voti dei Campani e la vittoria sulla Sinistra varranno che pure uno strappo alla regola del bon ton in piena campagna elettorale!

Confesso la mia ignoranza: E’ vero che viviamo in tempo di autonomia e non so se la Regione lo possa fare. Ma questa è la proposta del partito della Presidente del Consiglio a cinque giorni dal voto! E cos’è questo, se non un voto di scambio? Perché l’idea sarebbe ancora più vergognosa. Se le elezioni – come per il comandante Lauro – dovessero andare male, l’emendamento che contiene la sanatoria…”ad urnem”, potrebbe essere ritirato prima di chiudere il testo della legge di bilancio, o fatto decadere.

Ma la Meloni non è la stessa che dai banchi dell’Opposizione tuonava contro i condoni e, da Premier, cerca di frenare gli “appetiti” di Salvini? Vabbè! L’idea di un possibile sgambetto allo schieramento progressista le ha fatto perdere la trebisonda. Ma c’è di più: Cosa potrebbe fare il giorno in cui avesse i pieni poteri e si trovasse in difficoltà?

PdA

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