L’arresto a Tripoli del torturatore Osama Almasri – che in Italia a gennaio avevamo già arrestato ma dopo due giorni liberato e riportato con un volo di Stato in Libia – sta mettendo a nudo la pochezza e l’inadeguatezza del nostro Governo. Un rosario di bugie per giustificare una situazione che la Premier e i ministri competenti non hanno saputo gestire con la necessaria freddezza. Fino ad inventarsi le “difficoltà” di Nordio a tradurre dall’inglese la richiesta della Corte Penale Internazionale e dichiarare il falso in Parlamento, per scaricare alla fine ogni responsabilità sull’incolpevole Capo della Procura di Roma, Francesco Lo Voi. Oggi apprendiamo che le autorità libiche hanno fatto quello che noi non abbiamo avuto il coraggio di fare e in fretta e furia Fazzolari e Mantovano hanno confezionato una tovaglia più piccola del buco. Per cui cadiamo di nuovo nelle narrazioni, false, che il Governo da tre anni ci propina: su tutto. A Palazzo Chigi – è la versione rabberciata ieri sera – “sapevano dell’esistenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale di Tripoli già dal gennaio 20025”. Ed è per questo che lo hanno rimandato a casa. E’ quanto sostengono loro, ma le date dicono altro: le notizie da Tripoli sarebbero arrivate quando il torturatore libico era già stato rimpatriato. E comunque, già di prima mattina, era stato allertato il volo per la liberazione di Almasri. Una “patata bollente”, di cui Meloni aveva già deciso di disfarsi.
E ancora: quali elementi aveva il Governo per immaginare a gennaio che a novembre il torturatore libico sarebbe stato arrestato? Meloni, Nordio e Piantedosi già sapevano che in primavera a Tripoli sarebbe cambiato il vento? Questi “intelligentoni” del nostro Governo già sapevano che la fazione facente capo al primo ministro Dbeidah avrebbe avuto la meglio sulla Rada (forza di deterrenza anticrimine) di cui Almasri era un elemento di picco?
Quando le cose si fanno per propaganda e senza un’adeguata preparazione giuridica!Non basta aver frequentato Colle Oppio. A Palazzo Chigi ci si dovrebbe arrivare preparati. E invece… Del resto, è quello che sta avvenendo con un’altra “fissa” della Meloni e di chi la consiglia: i centri “italiani” in Albania che, diceva “si fa-ran-no” ma che sono inoperativi da due anni, e per i quali la Corte d’Appello di Roma oggi ritiene “illegittimo” il protocollo firmato in pompa magna dalla Premier e da Edi Rama
Sembra infatti che l’Italia non possa occuparsi di una materia già regolata dal diritto europeo. Vedremo come andrà a finire ma tutto è buono per polemizzare con i giudici…
State sicuri che Giorgia, impegnata nella campagna elettorale per il si al referendum sulla riforma della magistratura, non si farà sfuggire l’occasione per attaccare di nuovo la magistratura? E con lei tutti i pappagalletti con il piumaggio… nero che, senza meriti e capacità, le svolazzano attorno?
PdA