Storia, natura, folklore, sapori genuini e cuore meridionale: sono gli elementi che hanno caratterizzato il press tour della via Francigena in Campania promosso dall’Agenzia Regionale del Turismo. Michele Marangon, giornalista, ed Emanuela Musto, account manager della Kidea sono state le nostre guide. Ci hanno accompagnato in una giornata, purtroppo, piovosa (quando tornerà il sole?).
Si inizia con il castello di Gioia Sannitica, un luogo fortificato di origine normanna (X-XI secolo) tra i meglio conservati da dove si può ammirare l’immensità della vallata ed è qui che gli ospiti hanno ricevuto la cartolina passaporto con il timbro ufficiale del Pellegrino.
Dopo la visita alla fortezza abbiamo raggiunto la suggestiva grotta di San Michele, adibita al culto dell’arcangelo dai Longobardi intorno al 700 d.C. e abbellita nel XII secolo da pregevoli affreschi con influsso bizantino.
Merita un’attenzione particolare l’abbazia benedettina del SS. Salvatore, oggi sede del Museo Civico Archeologico di Telesia. Passeggiata nel borgo e simpatica sosta con un pranzo degustazione di prodotti tipici del territorio con un calice di vino del Taburno, Aglianico e Falanghina apprezzati da tutti.


A Telese Terme il centro più importante dell’intera Valle Telesina che ha ricevuto il titolo di città nel gennaio 2014 con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una puntata alle Terme Jacobelli, conosciute anche come “Bagni vecchi”, storico complesso termale alle falde del monte Pugliano, oggi Parco naturale.
Le acque sulfuree, ricche di minerali e di una storia che parla di guarigione e ristoro, sono un rifugio sicuro di riposo e relax per turisti e pellegrini stanchi del cammino . Uscendo dalla città, in direzione Solopaca, incontriamo il lago carsico di Telese, un angolo di paradiso avvolto dal verde.



Nel XIX secolo fu soprannominata “la piccola Napoli”: parliamo di Solopaca, un punto di riferimento per i cultori del “buon bere”, dove si sono degustati un paio di calici prodotti dalla Cantina di Solopaca: Aglianico e Fiano beneventano, accompagnati da un brindisi con delle bollicine di “Oro”, una Falanghina dop, specialità della cooperativa.



Vera e propria sorpresa del pellegrino del press-tour è stata la visita al Palazzo Cusani, dimora storica di fine tardo ‘600 che ospita un antico frantoio affacciato su un’incantevole cortile-giardino. La signora Serena, squisita ospite (proprietaria della casa, insieme ai fratelli) ha offerto un aperitivo rinforzato che non si può dimenticare.


Va ricordato che oggi il turismo enogastronomico è in crescita esponenziale con fatturato miliardario. Quasi nove turisti esteri su dieci visitano l’Italia con l’intenzione di provare piatti tipici e vini autoctoni delle nostre regioni.


