APPENDINO SBAGLIA. DA SOLO IL MOVIMENTO DOVE VA?

La lezione del 2022 – quando la volontà di riaffermare le rispettive identità e le conseguenti divisioni delle Opposizioni hanno portato Giorgia Meloni alla guida del primo governo di destra – non è servita. Chiara Appendino si è dimessa dalla vice presidenza dei Cinque Stelle chiedendo per il Movimento “mani libere” .

L’ex sindaca di Torino però avrebbe fatto bene a muoversi, prima per una modifica dell’attuale legge elettorale e, solo dopo averla ottenuta, invocare per il suo partito l’autonomia politica. Ma in Parlamento i numeri per cambiare non ci sono! E allora? Volenti o nolenti, si fa quello che la maggioranza vuole. L’agitarsi è solo … testimonianza o, peggio, protagonismo!La politica – e dovrebbe saperlo chi per 5 anni ha governato una città importante e complessa come Torino – non è fatta di desideri ma di realismo. E il realismo dice che oggi, in Italia, vince chi sta insieme, non chi si isola.E la politica dice anche un’altra cosa: mai arrendersi alle prime difficoltà e… cambiare strada! Vero, i risultati in Toscana, e prima ancora nelle Marche e in Calabria, sono stati negativi. Ma, in alleanza con il PD di Elly Schlein, i 5 Stelle possono vantare una presidente di Regione in Sardegna, tre assessori in altre regioni dove sono al governo e, stando ai sondaggi, la presidenza della Campania, sempre che le liti interne di questi giorni non finiscano per favorire il candidato di destra.

Di questo dovrebbe tener conto Chiara Appendino! A meno che l’ex sindaco non abbia come obiettivo – ma lei lo smentisce – proprio quello di un altro flop dei 5 Stelle in Campania con l’inattesa bocciatura di Fico alla Presidenza per mettere in discussione la leadership di Conte.

Se così non è, per vincere a novembre in Campania e nel 2025 alle politiche, non resta che un’alleanza tra tutte le Opposizioni alla Destra di Giorgia Meloni. E non è detto! Perché la Ducetta è come un lucertolone: più lo tagli, più continua a vivere. Basta vedere la mancanza di respiro di questa manovra economica e l’irrilevanza dell’Italia in politica estera nonostante la Premier si sforzi di sostenere il contrario.Presentarsi alle elezioni avendo le mani libere, come predica Appendino, significa far perdere tutti coloro che vorrebbero mandare a casa la Premier e condannarsi all’insignificanza politica.In tutta la mia attività giornalistica ho visto un solo Partito “vincere” alcune battaglie senza allearsi con nessuno: I Radicali di Marco Pannella. Ma con ben altra storia e con ideali che entravano nella pelle della gente. Sinceramente non mi sembra il caso di Chiara Appendino né dei 5 Stelle presentatisi sulla scena politica come forza antisistema ed entrati in Parlamento per aprirlo come una scatola di sardina. Nulla di tutto questo. Un po’ come è avvenuto con la Lega di Umberto Bossi finita nelle mani di un “qualunquista” come Salvini.L’ex sindaca di Torino sembra richiamarsi alle origini del Movimento, allora di Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ma quell’’exploit del 2018 non è più ripetibile. Sono passate ben due legislature senza significative novità, tre governi, ed ora ci troviamo con una Destra che sta mettendo in forse la stessa Costituzione e vorrebbe vincere anche nel 2027 per portare la Ducetta sul Colle.

E’ questo che vuole Chiara Appendino?

PdA

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