Beaumont sur Mer
Sulla costa di Ulisse, la scenografia, dove tutti gli amministratori pubblici hanno da sempre messo in piedi, per accogliere i fantasmagorici “turisti”, ha sempre avuto lo stesso fine, celare la realtà, come ogni scenografia che si rispetti.
Una delle cose che più mi indignava in tutta la tragicommedia, era che tutta la manovra serviva solo a occultare i mali cronici di tutte le realtà balneari sul Mare di Ulisse: l’immondizia, le strade rattoppate alla meno peggio per nascondere le voragini, le fogne che finivano nel mitico Mare.”L’appartenenza è assai più della salvezza personale è la speranza di ogni uomo che sta male e non gli basta esser civile.E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa”. Versi di Giorgio Gaber.
La mia mente ha voluto a tutti i costi condurmi indietro nel tempo, a quando le classi privilegiate erano confortevolmente sdraiate e serene nei loro credi, a quando la loro coscienza era limpida, anche grazie alla Chiesa, con gli oppressi, che non sapevano di esserlo, debitamente convinti di essere creature inferiori, orgogliosi della loro condizione servile, gli intellettuali, usignoli dei padroni, si sentivano a loro agio, nel redigere i loro discorsi politici che in gran parte erano in difesa dell’indifendibile.
Nel recente passato, quei pessimi capocomici dei Sparaballe camuffavano la miseria, tirando sù barriere fittizie affinché non si potesse vedere la povertà e le assurdità della Regione Calabria. Quartieri depressi con decine di persone in balia dell’indigenza e senza una via di scampo dai loro problemi. Alcuni sopravvivevano cibandosi alla meno peggio. Si era arrivati persino a vivere prima nella capanna dello zio Tom sulla spiaggia e poi in ex chioschi. I signori del potere occultavano e occultano la sofferenza dei popoli, e non hanno nessuna intenzione di combatterla. “Summer has come and passed The innocent can never last Wake me up when September ends.”Forse potrebbe tornare utile a lor signori e signorotti ricordare o apprendere il giuramento dei politici eletti nell’antica Atene: “Giuro di restituire Atene migliore di come me l’avete consegnata”, questo è il senso della politica – ha detto il senatore a vita Renzo Piano, sottolineando di non essere un politico, ma di adorare la Politica.
L’Italia, nel frattempo, è sempre più intollerante e maledettamente ignorante. L’Italia è sempre di più alla ricerca di un qualcosa o qualcuno a cui addossare tutte le colpe. L’Italia è anche sempre di più alla ricerca di motivi per cui indignarsi e arrabbiarsi. In questi moderni qualunquisti – Galattici che si lamentano, si indignano e si arrabbiano, intravedo ben poco disagio (a parte quello mentale).
Gigino Adriano Pellegrini