LA SICILIA AI PONTI… NON PORTA BENE. MA RIMEDIA SALVINI
Si fa un gran parlare dell’idea salviniana di legare il proprio nome al Ponte sullo Stretto, ma pochi ricordano che la Regione di Pirandello e Camilleri non ha mai avuto, a memoria d’uomo, grande… fortuna con opere ingegneristiche che puntino ad unire parti del territorio. Sarà forse anche per questo che la Sicilia, nata isola, debba restare isola. Ma… fino ad oggi! Fino a quando, come un elefante in una cristalleria, non è arrivato in cerca di voti Matteo Salvini fidando nella memoria corta degli italiani e sperando di far dimenticare ai meridionali il suo passato di uomo del nord con tanto di maglietta della “Padania” insieme al rito dell’ampolla riempita con l’acqua del Po. Tutto “cassato” perché il segretario della Lega – folgorato, si dice, da Beppe Grillo che nel 2012 ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina e con il quale ha fatto poi il governo gialloverde del 2018 – ha pensato ad un’impresa ancora più clamorosa: un ponte che, sfidando i rischi sismici, che ci sono, unisca l’Italia. Lui, uomo del nord che “abbraccia” il sud. Alla faccia dell’Autonomia, tanto cara a Calderoli.
I costi, ad oggi, sono nelle previsioni enormi e le difficoltà di un’opera così faraonica ancora non prevedibili. Ma se ne sta interessando in prima persona Salvini, una… sicurezza! L’idea di collegare la Sicilia al continente risale al 1840 quando Ferdinando II di Borbone incaricò degli esperti per la costruzione di un ponte. Non se ne fece nulla.Ma il “Bimbominchia” (copyright Fazzolari) ha stoffa ben diversa da “Re bomba”, come gli avversari chiamavano il Borbone, ed ha ripescato, un po’ ingiallito, ma per lui sempre attuale, un progetto del 1992 della Società concessionaria Stretto di Messina S.p.A.
Visto che l’Opposizione è alla frutta, ha pensato Salvini, questo Governo andrà avanti per tutta la legislatura con Meloni che s’intesta il premierato, Tajani la riforma della giustizia, Calderoli l’Autonomia, ed io? Di qui l’idea di un Ponte che unisca la Sicilia al Nord Europa. Che ci vuole? Tutti alla stanga e nessuno…si attacchi al tram, compresa la Società Stretto di Messina.
Andrà bene? Nessuna certezza anche se un’allarmante coincidenza ci sarebbe stata nel 2014 sulla Palermo Agrigento dove il Viadotto Scacciavacche avrebbe… resistito per soli 6 giorni: Inaugurato la vigilia di Natale, è crollato il 30 dicembre, non arrivando neppure a Capodanno.
Dimenticavo, Presidente dell’Anas allora era Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della Società Ponteggi sullo Stretto. Per carità solo una sciagurata coincidenza che giustamente Salvini non tiene in alcuna considerazione. Forse un po’ più di attenzione per geologi e vulcanologi però non guasterebbe e chiedersi come mai nessuna testa “illuminata”, prima del segretario leghista, abbia pensato a questo avveniristico progetto. Ma soprattutto lo abbia realizzato.
PdA