CHI HA DECISO DI “BLINDARE” IN RAI LA MAGGIONI?
Negli stessi giorni in cui, doverosamente, la Rai ha salutato un campione di audience come Pippo Baudo, la stessa Rai fa harakiri con un contratto “monstre” a Monica Maggioni: un’esclusiva di cinque anni come autrice e conduttrice! Ma davvero, nella disastrata sede di viale Mazzini, c’è chi ha pensato fosse necessario blindare questa irrequieta giornalista per un lasso di tempo così lungo? Davvero c’è chi ha temuto che la Concorrenza ce la potesse portare via? I risultati di Baudo sono sotto gli occhi di tutti, sulla ex presidente Rai è tutto da vedere… Per ora conosciamo quelli di “In Mezz’ora”, in linea – ad essere buoni – con quelli delle precedenti edizioni. E allora ci si chiede su quale…Santo, in Rai o nel Palazzo, possa aver contato la Maggioni.
Una volta i grandi giornalisti facevano scuola. Penso – senza andare troppo indietro negli anni – ai Montanelli, agli Scalfari, ai Bocca, ai Pansa, solo per fare qualche esempio. Maggioni invece ha preferito rifarsi a Bruno Vespa, altra scuola, che considerava la DC il suo editore di riferimento. Con una differenza non del tutto trascurabile: Almeno lui, tutto sommato, resta divertente. Lei? Triste e seriosa. E non conosciamo, o forse immaginiamo, chi potrebbe essere il suo… editore di riferimento.
MELONI ESPORTA LO STRABUZZAMENTO DEGLI OCCHI
C’illudevamo che lo strabuzzamento degli occhi di Giorgia Meloni fosse una prerogativa destinata solo all’Italia e invece ci siamo accorti che la Premier esporta il…vizietto anche all’estero. Addirittura alla Casa Bianca.Per carità, non come critica al Padrone americano, ma per marcare, con la rotazione oculare e un mezzo giro di collo, il disappunto per chi osa pensarla in maniera differente. E’ toccato al povero Merz, fautore con Macron, che la pace russo-ucraina sia preceduta da una tregua. Immediata la reazione negativa – non del Tycoon reduce da una telefonata con Putin ovviamente contrario – della ragazzotta “volata” dalla Garbatella a Washington che ha pensato così di “ingraziarselo” per i complimenti ricevuti poco prima.
SCHLEIN E CONTE NON SONO LEADER
Elly Schlein e Giuseppe Conte, se ce ne fosse ancora bisogno, non sono leader ma semplici capipartito che da un momento all’altro si possono cambiare. Lo dimostrano gli sc..zi in vista delle regionali d’Autunno che – alcune – si potranno anche vincere, senza però aver gettato basi solide e durature di un’alleanza politica seria per mandare a casa Giorgia Meloni.Si dimentica infatti che le politiche sono dietro l’angolo. Anche tra qualche mese. E le Opposizioni, con difese ideologiche fuori luogo si stanno attrezzando per perderle di nuovo. Non si vince restando capipartito ma trasformandosi in leader, attenti alle necessità del Paese.E al Paese, oggi, serve soprattutto mandare a casa la Destra Destra. Lo tengano presente la segretaria del PD e il Presidente dei 5 Stelle.
PdA