Strage di Bologna

Poco fa, con un intervento dall’altissimo profilo morale, storico e politico, il Presidente dell’associazione familiari delle vittime della Strage di Bologna Paolo Bolognesi a un certo punto si è rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio Meloni, incapace di riconoscere, a distanza di 45 anni, la matrice FASCISTA della strage.

“Alla Presidente del Consiglio, che ci ha accusato di volerla esporre a ritorsioni, nel ricordare il passato da cui proviene, come quello da cui provengono gli esecutori delle stragi, vogliamo dire che una cosa è il rispetto per le Istituzioni, un’altra cosa è l’accettazione di riscritture interessate della storia, cosa che non siamo in alcun modo disposti a far passare”.E ancora:“È un fatto che tutti gli stragisti italiani passarono dal Movimento Sociale Italiano, partito costituito nel 1946 da esponenti della Repubblica Sociale Italiana”.Fino all’affondo più duro:“Presidente Meloni, condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.Straordinario!!!Sono le parole di un uomo straordinario. E non lo scopriamo oggi.C’è tutto: forza politica, dignità, coraggio, fermezza, altissimo senso dello Stato e delle istituzioni.Parole che in un Paese degno di essere chiamato civile, nel 2025, dovrebbero essere scontate. E invece sono rivoluzionarie.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto ancora una volta in prima persona per bloccare due vergognosi colpi di mano del governo Meloni.

Prima ha rispedito al mittente una serie di mance da distribuire ad amici degli amici nascoste, come al solito, tra le pieghe del Decreto fiscale e che nulla c’entravano col provvedimento stesso.

Ma, soprattutto – riporta Giacomo Salvini sul “Fatto quotidiano” – il Presidente ha stoppato una norma ad personam inserita nel Decreto Sport con cui il governo affidava senza alcuna motivazione la gestione di grandi e remunerativi eventi pubblici (sopra i 5 milioni di euro) all’amico e melonianissimo Marco Mezzaroma.

Ci hanno provato, come sempre.

E ancora una volta c’è voluto lui, il tanto vituperato Sergio Mattarella, l’ultimo e unico argine costituzionale, istituzionale, etico, morale che c’è rimasto.
E, per questo, finito in queste ore nel mirino della destra-destra come nemico numero uno del governo.

E hanno ragione.

Menomale che al Colle c’è uno come lui, considerando quello che rischiavamo di avere e chi rischiamo di ritrovarci.

Teniamocelo stretto, altro che.

Fonte: Lorenzo Tosa su FB

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