Beaumont sur Mer
Chi va lontan da la sua patria,
vede cose, da quel che già credea, lontane;
che narrandole poi, non se gli crede,
e stimato bugiardo ne rimane:
che ‘l sciocco vulgo non gli vuol dar fede,
se non le vede e tocca chiare e piane.
Per questo io so che l’inesperienza
farà al mio canto dar poca credenza.”
L. Ariosto
Carlos César Salvador Aranha Castañeda, nato in Perù ma naturalizzato statunitense, fu uno scrittore e un antropologo. Divenne famoso nel 1968 con la pubblicazione della sua tesi di laurea dal titolo “Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza”, in cui descriveva il suo percorso di iniziazione allo Sciamanesimo Mesoamericano. Il libro diventò subito in quegli anni un best-seller tra i giovani del movimento hippie e della controcultura, che rapidamente elessero Castañeda come rappresentante della nuova era, desiderosi di vivere anche loro le esperienze raccontate nel libro.“I paurosi tirano per i piedi chi è intento a volare, per riportarlo a terra. Nella meschinità si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa contemplare da un piano a loro inaccessibile.” Se in questo periodo storico c’è una categoria che ha di che essere contenta è quella dei mediocri. Al giorno d’oggi sembra di respirare un’atmosfera generale di una mediocrità diffusa.Cosa è la mediocrità? Inettitudine, mancanza di aspirazioni, non riuscire ad avere per se stesso, per la propria comunità, per il proprio paese una visione, una prospettiva a lungo termine.
All’origine della mediocrità è l’incapacità di accettare la continua ridiscussione di sé stessi, cui la vita obbliga continuamente, e che il mediocre tenta di ignorare.L’espressione “minaccia della mediocrità” si riferisce ai pericoli e alle conseguenze dell’accontentarsi di prestazioni mediocri, della mancanza di ambizione o della mancanza di innovazione in vari aspetti della vita, dalla crescita personale al mondo degli affari, della politica e persino delle arti creative.La stessa mediocrità può soffocare la creatività, limitare il potenziale e portare a una stagnazione che può avere ripercussioni su individui, organizzazioni e persino sulla società nel suo complesso.In sostanza, la minaccia della mediocrità è un problema pervasivo che può influenzare molti aspetti della vita. Perseguendo attivamente l’eccellenza, mettendosi alla prova e abbracciando l’innovazione, individui, organizzazioni e società possono superare questa minaccia e impegnarsi per un futuro più vibrante e appagante.I padroni del mondo hanno costruito una società che dice all’uomo di tenere la testa bassa, di adattarsi e di smettere di volere di più.
,E non si tratta solo di lavoro o successo, si tratta della vita stessa. Hanno creato un mondo che celebra il minimo comune denominatore, e se sei una persona che vuole di più, vieni etichettata come egoista, avida o fuori dal mondo. Nietzsche lo vide arrivare molto prima che nascessimo. Nel 1889, lo definì la “tirannia dei più bassi e degli stupidi” e predisse che questa mentalità avrebbe preso il sopravvento.L’innovazione sta rallentando l’uomo e la sua creatività viene soffocata, lasciando l’umanità insoddisfatta più che mai. Perché viviamo in un sistema che ti dice di essere nella media, e niente uccide lo spirito umano più velocemente di questo. Quando ti viene costantemente detto di abbassare la tua luce, di smettere di insistere, di smettere di desiderare, inizi a credere che sia tutto ciò di cui sei capace. Inizi a credere che la mediocrità sia tutto ciò che esiste.
Gigino Adriano Pellegrini