GUARDARSI ALLO SPECCHIO

La frustrazione politica è una sensazione di delusione, rabbia e impotenza che i cittadini possono provare nei confronti del sistema politico e delle istituzioni. Questa frustrazione è spesso il risultato di una mancata soddisfazione delle aspettative e dei bisogni dei cittadini, che si sentono ignorati o traditi dalla classe politica.

 Karl Marx, se oggi fosse vivo e operante, probabilmente sarebbe ancora focalizzato sulla critica al capitalismo e sul suo impatto sulla società, ma con un occhio attento alla nuova tecnologia e alla globalizzazione. Le sue analisi sarebbero influenzate dalle sfide attuali, come le disuguaglianze crescenti, la crisi climatica, e il ruolo delle tecnologie digitali nella produzione e nel lavoro. Il sentimento di frustrazione che molti cittadini provano nei confronti della politica locale e nazionale e ben più forte di quello che sembra, mi soffermo per analizzare il problema di cui il nostro paese (Amantea in Calabria) ne è il classico esempio:Distanza tra Politica e Cittadini: La separazione tra il “popolo” e la “gente” è un tema cruciale. Quando i politici smettono di parlare a tutti e iniziano a rivolgersi solo ai propri sostenitori, si crea un clima di esclusione e disinteresse che danneggia la convivenza. Questo può portare a una diminuzione dell’impegno civico, come dimostrano le basse affluenze alle urne tra i giovani.Burocrazia e Tempo di Risposta: Situazioni come l’attesa di dieci anni per avere una risposta da parte dell’Amministrazione per un ripetitore telefonico ed eventuali danni alla salute, evidenziano come la burocrazia possa diventare una fonte di frustrazione. La lentezza e l’inefficienza degli apparati pubblici fanno crescere la sensazione che i diritti dei cittadini siano trascurati.Reazione della Politica alla Critica: È comune che i cittadini che non fanno parte della “Casta” politica sentano di non essere ascoltati. Questo porta a un allontanamento dalla politica, alimentando un circolo vizioso in cui solo una parte ristretta della comunità viene coinvolta nelle decisioni. Generazioni e Politica: L’incapacità della classe politica attuale di connettersi con i giovani e con i problemi contemporanei mostra una disconnessione significativa. I giovani potrebbero sentirsi esclusi da un sistema che non riconosce le loro esigenze e preoccupazioni. Richiesta di Maggiore Responsabilità: L’esasperazione nei confronti di un’amministrazione che non risponde o che sembra ignorare le richieste dei cittadinki è una chiamata all’azione. È fondamentale che i rappresentanti eletti siano tenuti a rispondere alle istanze della popolazione e agiscano con trasparenza e responsabilità.Per affrontare queste sfide, il coinvolgimento attivo dei cittadini è essenziale. Le iniziative locali, i gruppi di discussione e le piattaforme online potrebbero offrire spazi in cui le persone possono esprimere le proprie preoccupazioni, suggerire soluzioni e chiedere cambiamenti.Generalmente, le Varie Amministrazioni che si sono succedute, distorcono la verità, negano i fatti e mentono sfacciatamente. Cercano sempre di far dimenticare quali siano i fatti, da sedare il bisogno della collettività di trovare la verità. Alimentano sempre “post-verità” e “fatti alternativi”, sostituendo la conoscenza e la logica con emozioni e finzione.

La Calabria si trova ad affrontare sfide significative, tra cui alti tassi di povertà, limitate opportunità economiche e deficit infrastrutturali rispetto alle regioni settentrionali. Queste condizioni, unite a problemi come la criminalità organizzata e l’instabilità politica, creano un ambiente meno favorevole per i residenti.Dare la colpa alla N’drangheta significa mettere il carro davanti ai buoi. Le persone devono capire che una malavita organizzata è quasi sempre un sostituto dei politici eletti a governare, in luoghi e settori economici che le amministrazioni elette falliscono nel governare. Lasciando un vuoto di potere e una popolazione con bisogni insoddisfatti dall’alto. La malavita riempie entrambi. In effetti, si potrebbe sostenere che la malavita organizzata e governi siano in realtà solo scale diverse dello stesso tipo di entità: cabale assetate di potere. Si noti che le storie che coinvolgono persone ricche nel Medioevo feudale e i drammi delle mafie dei giorni nostri hanno trame quasi intercambiabili. Stesse storie di avidità, rivalità, pugnalate alle spalle e problemi di successione e lealtà. Stessi ego fragili e reputazioni da mantenere, stessi effetti negativi a valle sui poveri cittadini quando scoppia la violenza. Stesso ruolo altamente strumentale della religione come leggittimatore politico e balsamo psicologico per tutto l’imprevedibile caos, piuttosto che come qualcosa di elevato e filosofico.

Gigino Adriano Pellegrini

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