Il diario di Pietruzzo 108

DECRETO SICUREZZA: L’OPPOSIZIONE FACCIA MEA CULPA

Il decreto sicurezza, bypassando polemiche e manifestazioni di contrarietà, è stato approvato a tempo di record e a colpi di fiducia con 109 si, 69 no ed 1 voto contrario. Qualche mese prima alla Camera, i voti favorevoli erano stati 162, i contrari 91 e 3 gli astenuti. A questo punto, anziché starnazzare come le oche del Campidoglio, le Opposizioni farebbero meglio a fare un pubblico mea culpa: Se avessero affrontato unite le politiche del 2022, forse la Destra non avrebbe vinto e Giorgia Meloni non avrebbe, oggi, le chiavi di Palazzo Chigi.

Pur soddisfatta per il risultato raggiunto, al termine dei soliti interventi “gridati” a Montecitorio, sarebbe tornata nelle “catacombe” di Colle Oppio con un manipolo di fedelissimi e non avrebbe potuto fare quello che, indisturbata, sta facendo: esautorare le Camere, riducendole ad un “bottonificio”. E’ il caso di ricordare a queste “Intellighenzie” di sinistra che, a quelle elezioni, la Fascistella della Garbatella ottenne più di 12 milioni voti mentre le Opposizioni raggiunsero complessivamente oltre i 14 milioni? Ma, non essendo state capaci di prevedere che “l’onda nera” si stava allargando in l’Europa, si divisero sul “colore della cravatta” o sul monopetto o il classico 3 bottoni per l’inaugurazione della Legislatura. E così questi scienziati della politica, divisi, andarono alle urne per bastonare e furono… bastonati! Adesso, che senso ha protestare contro il “manganello” legislativo di questo decreto fascitello, sedendosi per terra con le gambe incrociate e le mani in alto? Cosa hanno voluto dimostrare? Che la Destra al potere fa strame della democrazia? Troppo tardi. Ci avrebbero dovuto pensare prima! Oggi armi non ce ne sono più, tranne organizzarsi alle prossime elezioni per gettare calce sull’ “onda nera” che – dopo alcuni Paesi dell’Est e non solo – sta investendo anche l’Italia. Nel giugno 1924 le Opposizioni, dopo il delitto Matteotti, ebbero gli…attributi per abbandonare le aule parlamentari. In realtà, per come è andata, non ottennero molto se non, almeno, richiamare l’attenzione su quello che stava accadendo. Fu comunque qualcosa di cui ancora si parla, che non protestare sedendosi a terra alla Gandhi. Sai alla Ducetta e ad Ignazio Benito La Russa quanto gliene importa! Il Paese è povero, il lavoro non c’è ed il Governo ha paura che i nodi giungano al pettine. Ecco perché l’iniziale disegno di legge in primavera è stato trasformato in decreto: per mettere Meloni e Salvini al riparo da eventuali manifestazioni di protesta che non si sa, quando la rabbia è tanta, in cosa potrebbero sfociare.

Le avvisaglie non mancano! Più che la sicurezza dei cittadini, il provvedimento criminalizza infatti i dissenso, che è il sale della democrazia, e la povertà. Stranamente non interviene sulla violenza negli stadi. Su suggerimento dell’interista Ignazio Benito La Russa???

PdA

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