Il diario di Pietruzzo 86

I GIORNALISTI NON SONO TUTTI UGUALI MA MERITANO RISPETTO

Non tutti i giornalisti, com’è ovvio, sono uguali ma tutti meritano rispetto per quello che scrivono. Come rispetto meritano i lettori o, nel caso del sistema radiotelevisivo, gli ascoltatori. A questo punto usciamo dall’ipocrisia e per una volta facciamo nomi e cognomi.

Posso fare il 💖 Un esempio viene dalla radio, nello specifico Radio3, che da anni alle 7.15 manda in onda Prima Pagina, una storica trasmissione nata il 15 marzo 1976 da un’idea di Enzo Forcella, dove ogni settimana vari giornalisti si alternano per leggere i principali articoli dei quotidiani italiani e commentarli poi in diretta con i radioascoltatori.

Diciamo la verità. Non tutti i giornalisti sono in grado di sostenere la trasmissione, non tanto nella lettura e nella scelta degli articoli, quanto nel successivo dibattito con gli ascoltatori. A titolo puramente esemplificativo la risposta di Federico Fubini del Corriere della Sera ad un ascoltatore per commentare un articolo di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano, secondo il quale la trattativa tra Mosca e Kiev era giunta a buon punto già nella primavera del 2022, pochi mesi dopo l’inizio dell’invasione russa.La tesi di Travaglio è che la guerra sarebbe potuta finire e che Gran Bretagna e Biden invece abbiano fatto saltare la bozza di accordo prendendo spunto dall’attentato di Buca, perché “con quel criminale di Putin non si doveva trattare” e spingendo Zelensky ad abbandonare il tavolo di Istanbul.

Ebbene, Fubini spiega perché quella proposta nel 2022 naufragò. I russi chiedevano infatti che l’esercito ucraino non avesse più di 85 mila “effettivi” mentre attualmente, con un milione soldati, a fatica riesce a difendere il proprio territorio. Inoltre i cannoni avrebbero dovuto avere una gittata massima di 12 chilometri contro gli attuali che sparano a centinaia di km di distanza. Di fatto la fine dell’Ucraina. Questa bozza di accordo, che tanto piace a Travaglio, in realtà cos’era se non la smilitarizzazione e la sostituzione del governo democraticamente eletto di Zelensky con un governo “fantoccio” filorusso?E’ evidente che Travaglio – legittimamente dal suo punto di vista – porta avanti la polemica con l’Europa e la tesi “pacifista” costi quel che costi, mentre Fubini chiarisce i fatti e spiega agli ascoltatori perché la guerra purtroppo continua, perché quella bozza di accordo non andò in porto e di chi le responsabilità.Fuori dagli schemi del “bon ton”, Il Fatto Quotidiano scrive sapendo che cosa i suoi lettori si attendono di leggere. Il Corriere della Sera invece si attiene a quella che appare la realtà dei fatti.E Prima Pagina, com’era nelle intenzioni di Enzo Forcella, continua negli anni ad informare senza dover apparire “di parte”. Poi i giornalisti, che settimanalmente si alternano nella conduzione, hanno le loro opinioni, più che legittime. L’importante – e non tutti sempre ci riescono – è non farle emergere.

PdA

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