Il diario di Pietruzzo 82

SALVINI VUOLE IL VIMINALE MA…CON SERENITA’

Matteo Salvini non è la spina solo nel fianco della Destra ma di tutta la politica italiana. Ma cosa si può pretendere da un bimbominchia che parte comunista e approda al sovranismo di Trump e di Orban passando per la piazza rossa di Mosca (dove si fa fotografare con una maglietta con Putin) e il governo con i Grillini! Per uno, non da oggi, che ha lo stigma dell’incoerenza gli ha detto pure troppo bene. Ed ora il suo sogno è di tornare al Viminale. Forse perché in questi anni ha consumato tutte le magliette che gli regalavano i vari corpi di polizia che andava a visitare. Solo che quella poltrona è occupata dal suo ex capo di Gabinetto. Matteo Piantedosi, messo lì proprio da Salvini per tenergliela “calda” fino a quando la Politica non gli avrebbe dato disco verde. Ed il momento è arrivato! “E’ mio dovere ascoltare – ha tuonato dal palco del Congresso – quello che i sindaci e gli elettori chiedono”. Come se quella richiesta fosse spontanea e non suggerita dallo stesso Salvini. E l’attuale Ministro? Il Capo del Carroccio gli ha già trovato una collocazione: la Campania. Peccato che dal partito della Premier e da Forza Italia sia partito un fuoco di sbarramento. Ma il Bimbominchia fa orecchie da mercante e non si scompone: “ne parlerò con Giorgia”…. Gli si fa osservare – dalla Premier in primo luogo con un videomessaggio – che sul fronte sicurezza e immigrazione non c’è motivo di cambiare né rotta né nocchiero dato che “il lavoro paziente, quotidiano ma determinato, ci ha consentito di ridurre drasticamente gli sbarchi sulle nostre coste”.

Ma il popolo della Lega gli ha chiesto un altro sacrificio: portare da tre a quattro anni la durata del mandato e farsi confermare di nuovo segretario. Ma per acclamazione e senza concorrenti. Hai visto mai… Un’elezione davvero democratica dove tutti vedono … chi batte le mani. E – per dirla con Amedeo Nazzarri nella Cena delle beffe – chi non vota per me, “peste lo colga”. O, più chiaro, scordati un posto nelle liste elettorali di qualunque ordine e grado.

E sul suo tasso di democraticità, come si è detto, non ci sono dubbi: candidato unico, assenza di concorrenti e voto per acclamazione. Peccato che l’altro segretario di partito più longevo sia il presidente cinese e segretario del partito comunista Xi Jinping. Qualcuno nel suo cerchio magico deve averglielo fatto notare tanto che Bimbominchia si affretta ad assicurare la platea che questo sarà il suo ultimo mandato, il terzo. E, come nelle democrazie più avanzate, alla Orban, per intenderci, dice che non si ricandiderà per un ulteriore mandato. “C’è già il prossimo segretario federale”. E così, con quattro anni d’anticipo abbiamo la fortuna di conoscere il suo nome: Roberto Vannacci. Quando si dice un partito democratico!Dicono che Salvini sia il peggiore politico che abbia avuto il nostro Paese. Si e no: purtroppo è… in buona compagnia!

PdA

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