BY THE WAY

Beaumont sur Mer

…A casa mia, la luna non bussava mai. Entrava sempre prepotentemente dalle persiane. Come le emozioni forti che non bussano mai. Era una sera solitaria, lessi un libro, finché il mio cuore divenne arido. Mi pareva che la bellezza fosse una cosa plasmata da mercanti di parole. Stanco, chiusi il libro e spensi la luce. In un istante la stanza venne inondata dal chiarore zebrato della luna. Il cielo era di un blu notte e la luna sembrava riposarsi su di esso come un fiore che galleggiava lasciandosi condurre da una corrente invisibile. In quella stessa notte, ritrovai me stesso perduto nel luccichio delle acque dell’Ulisse Delirava. Continuava a ripetere di patire quella passione. All’improvviso mi ritrovai con il cuore che mi spingeva verso quelle antiche acque contro ogni ragione e mi chiedevo come avrei potuto salvarmi in quell’uragano. Durante il giorno mi ero recato in riva all’Ulisse a cercare un raggio di sole con cui poter scaldare il mio di cuore. Nel grigio più grigio, visitai prima il mercato dei volatili per comprare degli uccelli. Poi mi recai al mercato dei fiori per comprare dei fiori.

Mi recai al mercato dei rottami per comprare catene pesanti per trattenere le sue onde.Da ragazzino avevo sempre seguito il principio: amo perché sono amato. Da uomo maturo ero amato perché amavo. Le sofferenze d’amore che risuonavano così spesso, le ripetute illusioni e delusioni che si incontravano, i tradimenti delle mie intime convinzioni, sentimenti e affidamenti, l’alternarsi di speranze e disperazioni, forse potevano essere affrontate con più vigore e convinzione se avessi avuto la consapevolezza e la competenza interna che ogni storia può avere un diverso finale e un differente personaggio da interpretare.

Troppo spesso mi ero lasciato coinvolgere dalla trama esterna della narrazione, appesantita nell’ascolto da ideologie e pregiudizi. L’amore e le sue conseguenze era un argomento in continuo svolgimento e declinazione nella vita delle persone e dunque anche nella mia. Senza la capacità libidica di investire e di rischiare di amare si soffoca lentamente, quietamente senza riuscire ad andare avanti, di non essere più in grado di essere se stessi e ci si lascia andare ad una grande sofferenza, soprattutto se si reputa di aver perso l’amore “giusto”, quello eterno.Le sere azzurre di giugno, inondate di luce portano con sé parole lievi come il vento, eterne come i versi di Rimbaud: “Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.

Lascerò che il vento mi bagni i lunghi capelli.Non parlerò, non penserò a niente:Ma l’amore infinito mi entrerà nell’anima,E andrò lontano, molto lontano, da zingaro”.

Gigino Adriano Pellegrini

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